TechWarriors 2026:
36 ORE PER TRASFORMARE LE IDEE IN AZIONE

Un hackathon contro la violenza di genere, costruito insieme.

Il 16 e 17 ottobre 2026, La Centrale di Vicenza ha ospitato 36 ore di progettazione, confronto e collaborazione dedicate a una sfida comune: immaginare nuove soluzioni per contrastare la violenza di genere.

Persone con competenze, esperienze e punti di vista diversi hanno lavorato in team sulle 9 challenge di TechWarriors, affrontando temi che attraversano tecnologia, linguaggio, scuola, lavoro, salute, città e società.

Con il supporto di mentor, speaker e persone esperte, le idee hanno preso forma attraverso prototipi, analisi, strumenti digitali, progetti di comunicazione e nuove soluzioni concrete.

Il risultato non è stato soltanto una competizione, ma un laboratorio collettivo nel quale tecnologia, creatività e innovazione sociale si sono incontrate per provare a generare un impatto reale.

COSA È SUCCESSO A TECHWARRIORS

Per 36 ore La Centrale si è trasformata in uno spazio di lavoro, sperimentazione e confronto.

I team sono partiti da problemi reali e li hanno osservati da prospettive differenti, combinando design, comunicazione, dati, tecnologia e intelligenza artificiale.

L’obiettivo non era trovare esercizi teorici o utilizzare la tecnologia fine a sé stessa.

L’obiettivo era costruire qualcosa che potesse essere utile.

Idee comprensibili, responsabili e realizzabili, capaci di uscire dall’hackathon e continuare il proprio percorso anche dopo quelle 36 ore.

COSA È SUCCESSO A TECHWARRIORS

Per 36 ore La Centrale si è trasformata in uno spazio di lavoro, sperimentazione e confronto.

I team sono partiti da problemi reali e li hanno osservati da prospettive differenti, combinando design, comunicazione, dati, tecnologia e intelligenza artificiale.

L’obiettivo non era trovare esercizi teorici o utilizzare la tecnologia fine a sé stessa.

L’obiettivo era costruire qualcosa che potesse essere utile.

Idee comprensibili, responsabili e realizzabili, capaci di uscire dall’hackathon e continuare il proprio percorso anche dopo quelle 36 ore.

I PREMI IN PALIO

LE IDEE MIGLIORI POSSONO ANDARE PIÙ LONTANO

Tre riconoscimenti per valorizzare prospettive diverse: qualità complessiva del progetto, innovazione tecnologica e capacità di generare impatto sociale. Premi e opportunità pensati per dare alle idee nate durante TechWarriors strumenti, esperienze e nuove occasioni per continuare a crescere anche dopo le 36 ore dell'Hackathon.

Primo Premio TechWarriors Hackathon 2026
1° PREMIO

IL RICONOSCIMENTO PRINCIPALE DI TECHWARRIORS

Il Primo Premio valorizza il progetto che si è distinto complessivamente per qualità dell'idea, capacità progettuale, concretezza e potenziale di sviluppo. Un riconoscimento pensato non solo per premiare il lavoro svolto durante l'Hackathon, ma anche per offrire al team nuove opportunità dopo l'evento.

€ 2.000
BUONO VIAGGIO

Un buono viaggio del valore di 2.000 €: un'occasione per condividere una nuova esperienza anche dopo le 36 ore di TechWarriors.

↗
300 PUNTI
OPEN SMACT

300 punti complessivi da utilizzare sulla piattaforma di Open Innovation Open SMACT, riscattando premi e opportunità disponibili nel catalogo Rewards.

SMACT Competence Center
Premio Tech Innovation TechWarriors Hackathon 2026
Premio Social Impact TechWarriors Hackathon 2026
PREMIO SOCIAL IMPACT

UN'IDEA CAPACE DI GENERARE IMPATTO

Il Premio Social Impact riconosce il progetto che ha saputo interpretare con particolare efficacia la dimensione sociale della sfida, mettendo al centro persone, bisogni reali e capacità di produrre un cambiamento positivo e concreto.

€ 1.000
BUONO AMAZON

Un buono Amazon del valore di 1.000 €: tecnologia, strumenti e attrezzatura da utilizzare per trasformare nuove idee in qualcosa di concreto.

↗
MASTER PASS
FOR A DAY

Un accesso esclusivo a una giornata formativa all'interno di uno dei Master Full Time CUOA Business School, per vivere da vicino un'esperienza formativa d'eccellenza.

CUOA Business School

Competenze diverse.
Un obiettivo comune.

TechWarriors è pensato per chi desidera mettere conoscenze, esperienza e creatività al servizio di una sfida sociale concreta.

Non è necessario possedere tutte le competenze: il valore dell’hackathon nasce dall’incontro tra profili differenti.

Perchè è importante agire.

 

31,9%

È la percentuale di donne italiane che hanno subito almeno una violenza fisica o sessuale nel corso della vita a partire dai 16 anni di età.

 

12,6%

Donne che subiscono o hanno subito violenza fisica o sessuale all’interno della coppia. Di queste il 17,9% ha subito anche violenza psicologica e il 6,6% violenza economica.

 

45,9%

Percentuale di donne che, in presenza di un partner violento, lo hanno lasciato a causa delle violenze subite. Per un altro 26,5% la violenza è stata solo una delle motivazioni della separazione.

 

63,8%

La percentuale degli stupri che, sul totale di quelli accaduti in Italia, sono stati commessi da partner o ex partner.

9 categorie per progettare il cambiamento

Le categorie rappresentano gli ambiti tematici entro i quali sono state contestualizzate le sfide progettuali di TechWarriors. Mettono in relazione il contrasto alla violenza di genere con competenze tecniche, conoscenza dei contesti e capacità di produrre un impatto concreto.

La categoria comprende tutti gli aspetti del mondo digitale che possono generare discriminazioni di genere, amplificare stereotipi o trasformarsi in episodi di violenza informatica e digitale.

L’obiettivo è individuare tecnologie e trend innovativi capaci di sostenere la prevenzione e il contrasto alla violenza: dall’intelligenza artificiale generativa al machine learning, fino a strumenti digitali decentralizzati e progettati per ridurre l’esposizione ai bias.

Un ulteriore campo di lavoro riguarda la raccolta, l’interpretazione e la restituzione dei dati. Quali informazioni possono aumentare la consapevolezza sul fenomeno? Come possono essere rappresentate e comunicate affinché rendano visibili dinamiche nascoste e trasmettano messaggi efficaci?

La categoria esplora i cosiddetti “linguaggi ampi” nelle loro diverse forme e declinazioni: dall’autodifesa ironica alla cultura musicale, dalla rilettura dei testi delle canzoni alle espressioni artistiche e performative.

Questi linguaggi possono affinare la sensibilità individuale e collettiva rispetto alla violenza di genere, contribuendo a decostruirla e a renderla più facilmente riconoscibile. Possono inoltre offrire un vocabolario e modalità espressive sensibili, utili per nominare, affrontare e contrastare il fenomeno.

Particolare attenzione va riservata ai social media: luoghi nei quali trovano spazio linguaggi violenti e bias, ma anche potenti casse di risonanza attraverso cui diffondere nuove narrazioni e modalità di comunicazione rispettose.

La scuola, a partire dalla primaria, e l’università sono luoghi fondamentali nei quali creare consapevolezza, prevenire la violenza di genere e decostruire i bias.

Le iniziative possono favorire l’educazione all’equità di genere, mostrare a studentesse e studenti modelli professionali non stereotipati e sviluppare competenze per un uso consapevole dei social media, distinguendo comportamenti e commenti appropriati da quelli discriminatori o violenti.

La categoria comprende anche il benessere psicologico, inteso sia come sviluppo e crescita personale, sia come counseling, ascolto e self-empowerment. Il dialogo con università, docenti, sportelli di ascolto e servizi dedicati può contribuire a costruire percorsi più efficaci e vicini ai giovani.

La scarsa familiarità con strumenti finanziari e legali può limitare l’autonomia e la capacità di scelta delle donne, anziché diventare una leva di emancipazione e indipendenza.

La categoria invita a progettare percorsi, servizi e strumenti capaci di rendere più accessibili conoscenze su gestione finanziaria, diritti, accesso a fondi, piattaforme di crowdfunding e opportunità di sostegno economico.

L’obiettivo è rafforzare la capacità di comprendere e utilizzare questi strumenti, contribuendo a prevenire forme di dipendenza e violenza economica e ad aumentare il controllo sul proprio presente e sul proprio futuro.

La categoria affronta la violenza di genere e le disparità all’interno delle organizzazioni e dei luoghi di lavoro.

Può partire dalla raccolta di testimonianze e informazioni provenienti dal mondo aziendale, coinvolgendo imprese, associazioni, consulenti e figure che operano nelle risorse umane e nell’organizzazione del lavoro.

L’obiettivo è comprendere meglio come il fenomeno si manifesta nei contesti professionali e trasformare esperienze, dati e sensibilità in strumenti di prevenzione, riconoscimento e cambiamento organizzativo.

La categoria riguarda la leadership femminile, intesa non soltanto in ambito aziendale ma anche nella società, e il sostegno all’imprenditoria femminile.

Le proposte possono favorire la condivisione di esperienze, il self-empowerment e la creazione di strumenti concreti, compresa una cassetta degli attrezzi digitali utile a rafforzare la capacità delle donne di guidare progetti, imprese e comunità.

La riflessione parte da alcune domande: che cosa significa mettere in campo una leadership femminista? Da dove nasce e come può essere costruita? Il riferimento è il concetto di equità, superando l’idea implicita che una donna debba comportarsi “da uomo” per essere considerata competente o adeguata al ruolo.

La gestione del territorio e la sicurezza in ambito urbanistico rappresentano un ulteriore spazio nel quale intervenire concretamente per contrastare la violenza di genere.

La categoria invita a immaginare strumenti e soluzioni che aiutino a leggere e gestire il territorio con particolare attenzione alla sicurezza e al contrasto della violenza di genere.

La categoria riguarda l’accesso equo, informato e non giudicante alla salute, con particolare attenzione alla salute sessuale e riproduttiva, alla medicina di genere e alla prevenzione.

Le proposte possono contribuire a ridurre le barriere informative e a orientare le persone tra servizi e professionalità, affrontando temi come ciclo mestruale, contraccezione, fertilità, gravidanza, post-parto, menopausa, benessere sessuale, dolore, sessualità e identità.

Tecnologie digitali, dati e intelligenza artificiale possono essere impiegati per facilitare il triage, l’orientamento e l’abbinamento con professioniste e professionisti qualificati. Ogni soluzione dovrà però garantire privacy, sicurezza, inclusività, affidabilità scientifica e libertà di scelta.

La conciliazione tra vita e lavoro e la distribuzione equa dei compiti familiari sono condizioni necessarie per costruire parità di genere dentro e fuori dai luoghi di lavoro.

La categoria invita a sviluppare soluzioni che riconoscano il peso della cura e aiutino a distribuire responsabilità e tempi in modo più equo.

Questo equilibrio può essere sostenuto anche attraverso servizi dedicati alla gestione della famiglia, alla cura dei figli e al ruolo di caregiver nei confronti di persone anziane o non autonome.

La giuria

 

I componenti delle giurie Tecnico-Scientifica e Socio-Economica, da sinistra:

Carlotta Andracco – Confartigianato Imprese Vicenza
Francesco Gatto – CUOA Business School
Eleonora Di Maria – Università di Padova e SMACT
Sabrina Pozza – Movimento Donne Impresa di Confartigianato Vicenza
Fabio Cerisara – Confartigianato ICT Veneto
Enza Spadoni – ARTES 4.0
Matteo De Franceschi – FITT
Isabella Sala – Comune di Vicenza
Pietro Ferrara – Università Ca’ Foscari Venezia
Stefano Giusto – FITT

PERCHÉ È IMPORTANTE AGIRE

31,9%

È la percentuale di donne italiane che hanno subito almeno una violenza fisica o sessuale nel corso della vita a partire dai 16 anni di età.

12,6%

Donne che subiscono o hanno subito violenza fisica o sessuale all’interno della coppia. Di queste il 17,9% ha subito anche violenza psicologica e il 6,6% violenza economica.

45,9%

Percentuale di donne che, in presenza di un partner violento, lo hanno lasciato a causa delle violenze subite. Per un altro 26,5% la violenza è stata solo una delle motivazioni della separazione.

63,8%

La percentuale degli stupri che, sul totale di quelli accaduti in Italia, sono stati commessi da partner o ex-partner.

I dati sono tratti dai primi risultati dell’indagine Istat 2025 sulla violenza contro le donne.

Dietro ogni percentuale ci sono persone, esperienze e libertà limitate.

Contrastare la violenza di genere non significa intervenire solamente quando la violenza è già avvenuta. Significa lavorare sulla prevenzione, sull’educazione, sull’indipendenza economica, sull’accesso ai servizi e sulla capacità di riconoscere tempestivamente situazioni di rischio.

La Giuria

I componenti delle giurie Tecnico-Scientifica e Socio-Economica, da sinistra:

Carlotta Andracco – Confartigianato Imprese Vicenza
Francesco Gatto – CUOA Business School
Eleonora Di Maria – Università di Padova e SMACT
Sabrina Pozza – Movimento Donne Impresa di Confartigianato Vicenza
Fabio Cerisara – Confartigianato ICT Veneto
Enza Spadoni – ARTES 4.0
Matteo De Franceschi – FITT
Isabella Sala – Comune di Vicenza
Pietro Ferrara – Università Ca’ Foscari Venezia
Stefano Giusto – FITT

REGOLAMENTO UFFICIALE
IL REGOLAMENTO DI TechWarriors HACKATHON

Consulta il regolamento completo di TechWarriors Hackathon 2026: modalità di partecipazione, svolgimento della competizione e tutte le indicazioni utili per prendere parte alle 36 ore.

Ci circonda un oceano di aspetti e condizioni che spesso non vediamo e che fanno proliferare la violenza di genere in tutte le sue forme. Una violenza che viene ancora percepita come un problema privato, più che come un fenomeno sociale. TechWarriors nasce per utilizzare la tecnologia come leva di consapevolezza e cambiamento.

 

FARE
EMERGERE

Rendere visibili i giochi di potere sommersi che producono violenza e disparità.​​

 

GENERARE
CONSAPEVOLEZZA

Diffondere una comprensione più ampia delle dinamiche che alimentano il fenomeno.​

 

DECOSTRUIRE
LA VIOLENZA

Individuare strumenti digitali capaci di riconoscere, affrontare e contrastare le diverse forme di violenza.​​

INTERSEZIONALITÀ ​​GUARDARE IL PROBLEMA DA PIÙ PROSPETTIVE​

La violenza di genere non è un fenomeno a sé stante.

Per comprenderla e contrastarla è necessario osservare anche la sovrapposizione delle diverse identità sociali, le loro connessioni e interdipendenze e le discriminazioni che possono derivarne.

Adottare una prospettiva intersezionale significa riconoscere che genere, orientamento sessuale, identità di genere, disabilità, cultura, appartenenza religiosa e altre condizioni personali e sociali possono intrecciarsi, producendo esperienze differenti di esclusione, vulnerabilità o accesso alle opportunità. Come si traduce questo approccio?

Pluralità
di voci

Favorire la presenza di donne e uomini nelle conversazioni, nei panel e nei tavoli di confronto, evitando che un unico punto di vista venga assunto come rappresentativo di tutte le esperienze.

Coinvolgimento
di più realtà

Coinvolgere centri antiviolenza e realtà territoriali attente alle discriminazioni multiple, comprese quelle che interessano le comunità LGBTQIA+.

Accessibilità
diffusa

Tenere in considerazione i pregiudizi connessi alla disabilità, femminile e non, e progettare soluzioni accessibili a persone con bisogni differenti.

Diaologo con culture e fedi religiose

Scardinare pregiudizi e preconcetti sulle diverse culture e fedi religiose, evitando letture stereotipate del modo in cui concepiscono e rappresentano la figura della donna.

TECH FOR PEOPLE​Innovazione responsabile​

Quando si lavora su un tema delicato come la violenza di genere, una buona idea non è sufficiente.

Le soluzioni dovranno tenere conto della sicurezza delle persone, della protezione dei dati, dell’accessibilità, dell’inclusione e delle possibili conseguenze non intenzionali della tecnologia.

I team saranno invitati a interrogarsi non solo su ciò che una soluzione può fare, ma anche su come, per chi e in quali condizioni dovrebbe essere utilizzata.

FAQ
PRIMA DI PARTIRE

Tutto quello che ti serve per arrivare, organizzarti e vivere al meglio le 36 ore di TechWarriors.

SELEZIONA UNA DOMANDA PER APRIRLA
Come arrivo e dove parcheggio se vengo in auto?

L'Hackathon si svolge alla La Centrale, ex Centrale del Latte, in Via G. Medici 96/A, Vicenza.

Se arrivi in auto, il parcheggio che consigliamo è Park Cricoli, in Via Pforzheim.

Dalla Centrale dista circa 6 minuti a piedi ed è la soluzione più comoda per lasciare l'auto senza dover utilizzare i parcheggi nelle immediate vicinanze della location, dove la sosta disponibile è in gran parte soggetta a disco orario breve.

Tariffe ordinarie Park Cricoli
Venerdì e sabato, nella fascia 6:30–22:00, la tariffa CentroBus per il conducente è di € 2,90 e comprende il parcheggio dell'auto e il biglietto A/R della navetta.

Per la sosta notturna, dalle 22:00 alle 6:30, la tariffa è di € 1,20.
6 MIN A PIEDI
PARK CRICOLI → LA CENTRALE
Percorso a piedi dal Park Cricoli alla Centrale di Vicenza
Arrivo in treno: come raggiungo la Centrale?

Dalla Stazione FS di Vicenza puoi raggiungere facilmente la location con il trasporto pubblico.

Dalla pensilina di fronte alla stazione puoi utilizzare la Linea 2 in direzione Via Lago di Fogliano / Polegge e scendere in Via Medici, in prossimità del civico 87.

Il tragitto dura indicativamente 13 minuti.
Dalla fermata restano circa 140 metri a piedi per raggiungere la Centrale.

Per orari e corse del giorno consigliamo di verificare sempre l'app SVT Vicenza prima della partenza.

Dove posso acquistare il biglietto dell'autobus?

Puoi acquistare i biglietti SVT presso le rivendite fisiche oppure direttamente dal tuo smartphone tramite:

  • App SVT Vicenza
  • MooneyGo

I biglietti acquistati tramite app devono essere attivati al momento della salita a bordo, inquadrando con lo smartphone il QR code presente sul mezzo.

Quando acquisti il titolo tramite app dovrai inoltre selezionare il giorno di utilizzo: il biglietto sarà valido esclusivamente nella data scelta.

Cibo e caffè: devo organizzarmi?

Durante l'Hackathon sono previsti diversi momenti dedicati a pasti, pause e ricarica delle energie.

VENERDÌ 16 OTTOBRE
  • Lunch Break
    pranzo
  • Taste & Connect
    un momento informale con qualcosa da mangiare, pensato anche per staccare e confrontarsi con le altre persone partecipanti
SABATO 17 OTTOBRE
  • Breakfast & Recharge
    colazione
  • Lunch Break
    pranzo

Per esigenze extra, nelle immediate vicinanze della Centrale trovi anche alcuni punti ristoro.

Tra i più vicini ci sono Birreria Asgard, in Via Castelfidardo 6, e Speedypizza Vicenza, in Via Castelfidardo 2, entrambi a circa 150 metri dalla location.

Ma quindi… devo dormire lì?

No, non è obbligatorio.

L'Hacking Time prosegue durante la notte per chi vuole continuare a lavorare al proprio progetto e vivere l'esperienza non-stop fino in fondo.

Chi desidera concedersi una pausa potrà utilizzare gli spazi dedicati al relax al piano interrato della Centrale.

Se pensi di fermarti per la notte, puoi portare con te sacco a pelo e tutto ciò che ritieni utile per riposarti e stare comodo/a.

Preferisci dormire a casa o nel tuo alloggio? Nessun problema: puoi lasciare la location e tornare successivamente.

36 ore non-stop significa che l'Hackathon continua. Non che devi restare sveglio/a per 36 ore.

PROMOTORI

Insieme, dall’idea alla realizzazione

Con il patrocinio di

SPONSOR

Questo progetto è possibile grazie a

Iniziativa realizzata con il contributo di

PARTNER

La rete che ha ideato e promosso il progetto